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La Poiana di Harris: biologia applicata alla falconeria Il nome scientifico dell'Harris è Parabuteo unicinctus il suo nome stesso ci da già delle informazioni su una caratteristica particolare di questa specie: parabuteo infatti significa letteralmente "simile ad un Buteo" (ricordo che il genere Buteo è quello delle Poiane, e per questo motivo preferisco usare il nome italiano di "Poiana di Harris" e non Aquila di Harris o Falco di Harris come usano, erroneamente, alcuni). Al genere Parabuteo appartiene solo questa specie, originaria del continente americano e della lunghezza di 48-56 cm (in base al sesso e alla sottospecie). Sistematica Regno: Animalia Phylum: Chordata Classe: Aves Ordine: Falconiformes Famiglia: Accipitridae Genere: Parabuteo Specie: Parabuteo unicinctus (Temminck, 1824) Identificazione A) Adulto - Testa, collo, spalle e pancia di colore cioccolato-marrone
- Copritrici e piume delle zampe di colore castano
- Penne di volo scure sopra e sotto
- Le copritrici sopra-alari sono di color castano e hanno la parte centrale più scura
- Copritrici sottocaudali di colore bianco
- Coda di colore nero con base e banda terminale di colore bianco
B) Giovane - Testa di color cioccolato-marrone e collo con striature sparse di colore bianco
- Pancia bianca con striature di color cioccolato-marrone
- Piume delle zampe bianche con barrature di color castano
- Copritrici alari superiori e inferiori di color castano con parte centrale delle penne nera
- Le basi delle primarie bianche creano una macchia bianca nella parte esterna dell’ala
- Coda nera con base stretta e banda terminale bianche
I sessi sono simili, indistinguibili cromaticamente (nessun dicromismo sessuale), ma esiste un dimorfismo sessuale, le femmine sono infatti più grosse dei maschi (come in tutti i rapaci diurni). Alcuni testi (soprattutto di falconeria) indicano l’esistenza di 3 sottospecie: 1) Parabuteo unicinctus unicinctus: è la sottospecie più piccola ed è riconoscibile nel piumaggio adulto per gli orli di color crema nella coda. 2) Parabuteo unicinctus harrisi: confrontata con la ssp precedente ha, da adulto, un torace con penne molto più scure. 3) Parabuteo unicinctus superior: è invece la sottospecie più grossa fra le 3 e può essere distinta (anche se non sempre...) grazie a questa sua caratteristica. E' anche la sottospecie più ricercata dai falconieri proprio per la sua mole (ed il suo costo è anche più elevato, di conseguenza). Ma i più recenti testi ornitologici (DelHoyo 1999), che ritengo siano quelli scientificamente più affidabili, parlano di sole 2 sottospecie: - Parabuteo unicinctus unicinctus: Nord Est della Colombia e Ovest Venezuela fino a sud, attraverso l’est della Bolivia e il nord-ovest-centro del Brasile e fino al sud dell’Argentina e al centro-sud del Cile.
- Parabuteo unicinctus harrisi: Sud Ovest degli stati uniti (dal sud della California fino al Texas) attraverso il Messico e l’America centrale (eccetto Belize e Hounduras) fino alle regioni più secche del Pacifico (Ovest Colombia, Ecuador e Perù). A questa sottospecie mancano le leggere barrature bianche del petto e della pancia.
Le ultime ricerche in campo molecolare (Molecular phylogeny of the genus Buteo based on mitochondrial marker sequences - MJ Riesing, L Kruckenhauser, A Gamauf, E Haring - Molecular Phylogenetics and Evolution, 2003 - 27:328-342), inoltre, hanno mostrato che il genere Percnohierax appare essere molto vicino filogeneticamente al genere Parabuteo, con il quale comunque ha molte similarità nelle caratteristiche del piumaggio, incluso il piumaggio giovanile. Inoltre, altra cosa particolarmente interessante rivelata dagli studi molecolari è che Parabuteo unicinctus non mostra praticamente nessuna variabilità intraspecifica nei campioni analizzati (che provengono da esemplari sparsi su tutto l’areale di distribuzione di questa specie tra nord e sud America). Infine queste analisi molecolari continuano a confermare che il Genere Parabuteo resta separato dal Genere Buteo, restandovi comunque molto legato filogeneticamente. L'habitat tipico di questa specie allo stato selvatico è il deserto, si tratta dunque di una specie piuttosto resistente a condizioni di temperatura estreme. Gli Harris dunque sono molto sensibili al freddo: se vivete in aree molto fredde dovete stare molto attenti al congelamento, che colpisce soprattutto gli arti inferiori e può portare alla necrosi e morte, per questo molti falconieri inglesi usano riscaldare artificialmente le voliere e le falconiere per gli Harris. TECNICHE DI CACCIA IN NATURA: In natura l'Harris si nutre di una vastissima quantità di prede che vanno dagli insetti (coleotteri, cavallette, ecc...) agli uccelli fino a piccoli e medi mammiferi (conigli, roditori, micromammiferi). Le tattiche di caccia sono molteplici, l'Harris può cacciare da appostamento (un albero, una roccia) oppure può usare il volo esplorativo per cercare le prede, gli attacchi possono essere in picchiata dall'alto, in scivolata, diretti (cattura in volo) o indiretti (di rimessa), sebbene gli attacchi diretti con cattura in volo siano piuttosto rari. Queste tecniche di caccia in natura hanno ovviamente un riflesso anche sulla falconeria pratica con l'Harris: questi rapaci infatti possono essere usati in molteplici modi, alcuni falconieri adoperano la partenza dal pugno a mò di Astòre, sebbene questa tecnica sia poco efficiente per via della non idonea anatomia alare dell'Harris per le forti accelerazioni da fermo, molto più usata è invece la tecnica che consiste nel farsi seguire da albero ad albero, mentre, piuttosto difficile ma estremamente efficiente è la tecnica del "volo d'attesa dall’alto" (“waiting on flight”), molto usata dagli Harris in natura. Caratteristica peculiare della biologia dei questo rapace è la caccia di gruppo cooperativa (“Cooperative hunting”), che permette all’Harris di catturare prede più grosse e con maggiore efficienza rispetto ai risultati ottenibili da un singolo individuo. Gli Harris si riuniscono in gruppi che vanno da 2 a 6-7 individui e spesso si dividono in ulteriori sotto-gruppi che si spostano agilmente lungo tutto il territorio di caccia; il loro modo di volare è particolare in questa fase, essi infatti “saltellano” come delle rane dentro la vegetazione, tentando di fare scappare i lagomorfi (conigli) che si nascondono sotto la copertura vegetale. Mentre alcuni individui lavorano nel modo suddetto per stanare le prede, altri individui stanno appollaiati nelle vicinanze aspettando che qualche preda esca dai nascondigli. Un’altra caratteristica della tattica di caccia cooperativa degli Harris è il lavoro di squadra durante l’inseguimento delle prede: se un individuo fallisce l’attacco, viene immediatamente sostituito da un altro membro del gruppo che continua l’attacco, ottenendo così di stancare maggiormente la preda che diventa quindi più vulnerabile. La caccia di gruppo quindi, con squadre cooperative di 2-7 individui di Harris ha una altissima efficienza e spesso porta alla cattura di un numero sufficiente di prede per bilanciare il dispendio energetico di tutti gli individui del gruppo. La caccia di gruppo offre dunque delle spettacolari possibilità ai falconieri e anche degli ottimi risultati, se infatti si va a caccia con un gruppo di 3 Harris (che possono anche appartenere a 3 falconieri diversi che vanno a caccia insieme) ci saranno 6 occhi che esploreranno l'ambiente alla ricerca di prede e se un Harris fallisce l'attacco, arriverà subito un secondo Harris in sostituzione ed eventualmente anche un terzo a dare manforte. E’ da sottolineare come questa “socialità” degli Harris sia del tutto istintiva (di origine genetica) e dunque facendo volare insieme due Harris sin dalla prima volta essi tenderanno a collaborare, non senza aver prima superato la fase di “gerarchizzazione” del gruppo, fase durante la quale viene deciso chi dei due è il capobranco; solo durante questa fase il falconiere deve porre particolare attenzione affinché i due rapaci non si azzuffino provocandosi anche profonde ferite. Nei gruppi sociali di Harris allo stato selvatico c'è sempre una certa parentela tra tutti gli individui, si parla infatti di "gruppi familiari", formati da giovani e adulti; all'interno dei gruppi vige anche una certa "dominanza", c'è sempre un capobranco, i suoi secondi, i terzi e così via, seguendo una linea gerarchica. Questo fattore è interessante in quanto il falconiere potrà sfruttarlo durante l'addestramento, infatti, un pò come avviene anche con i cani, durante l'addestramento il falconiere si sostituirà al capobranco, e l'Harris sarà più portato ad ubbidire ed a "ricevere ordini" dal suo capobranco. Durante l'addestramento di più Poiane di Harris contemporaneamente gli adulti tenderanno a prendere istintivamente il comando e domineranno sui giovani. Questa socialità degli Harris ci spiega anche le loro frequenti e continue vocalizzazioni, che in natura servono proprio per tenere un contatto acustico tutti i membri del gruppo; queste vocalizzazioni non sono molto fastidiose e NON possono essere eliminate, perchè sono un carattere naturale di questa specie; sono delle vocalizzazioni "di contatto" non sono da confondere con le vocalizzazioni tipiche degli imprintati, che sono ben più insopportabili e che, per fortuna, sono "prevenibili" e dunque evitabili; in genere comunque gli Harris imprintati smetteranno di gridare dopo la prima muta o comunque le loro grida diminuiranno di numero e di volume. Per ottenere i migliori risultati è comunque importante acquistare un Harris imprintato, infatti gli Harris allevati naturalmente dai genitori, magari in voliere completamente chiuse (Skylight) si è visto che non danno risultati molto buoni nell'addestramento e comunque possono divenire anch'essi degli urlatori. La chiave per risolvere il problema è il corretto imprinting, poichè esistono diversi tipi e metodologie per imprintare i rapaci durante l'allevamento a mano, ed il più consigliato per gli Harris è sicuramente il “crèche rearing” o “Imprinting sociale” durante il quale più pulli (della stessa nidiata o di nidiate differenti) vengono allevati insieme; in questo modo ogni pullus riceverà un doppio imprinting, in parte sull’uomo ed in parte sui suoi conspecifici. E’ da ricordare anche che la tendenza a diventare urlatori negli Harris (così come in molte altre specie di rapaci) dipende strettamente da quanto pesantemente si lavora con la gestione di questi animali: quanto più si tiene a dieta l’animale e/o quanto più la dieta è duratura e tanto più questi rapaci diventeranno urlatori. NOTE ETOLOGICHE: Etologicamente gli Harris sono estremamente intelligenti e soprattutto curiosi, e queste due caratteristiche li rendono particolarmente interessanti ed utili come rapaci da falconeria: i loro tempi di reazione ed apprendimento sono rapidissimi e la loro estrema curiosità li aiuta moltissimo durante l'azione di caccia. Un giovane Harris non esiterà ad attaccare anche una foglia mossa dal vento, ma impiegherà meno di un secondo a capire che una foglia non è un pasto, non si può mangiare e dunque in futuro non ripeterà lo stesso errore. La notevole intelligenza di questi rapaci è particolarmente vantaggiosa sia nelle fasi di addestramento sia nell'uso pratico a caccia: una Poiana di Harris infatti capirà subito l'abbinamento pugno-cibo, fischio-cibo, logoro-cibo e ciò renderà facile e lineare il suo condizionamento; in fase di caccia gli Harris possono non solo cercare ed individuare da soli le prede (quasi sostituendo l'azione del cane da caccia) ma sono anche in grado di stanarle. Non è raro assistere a scene in cui avendo mancato la preda al primo attacco, l'Harris si apposta nelle vicinanze del rifugio che ha usato la preda per nascondersi attendendo che esca di nuovo per catturarla o addirittura avvicinandosi al rifugio, penetrandovi e stanandola direttamente. Da un punto di vista morfo-anatomico e di fisica del volo, la struttura di un Harris è una via di mezzo tra la struttura classica delle Poiane (coda corda ed ali lunghe e larghe) e quella dell’Astòre (ali corte e larghe, coda particolarmente lunga). Questa particolare struttura di volo consente rapide e repentine manovre anche in spazi ristretti ed ottime capacità di sfruttare il volo planato (anche con venti o correnti termiche molto deboli, sebbene non con le stesse prestazioni di una Poiana comune) ma ha lo svantaggio di non poter offrire nè elevate velocità di volo (come per esempio avviene nei falconi) nè accelerazioni brucianti (come avviene nell'Astòre, che ha anch'esso una coda lunga ma ali ben più corte e dunque più adatte allo spunto bruciante in una partenza da fermo). Queste caratteristiche anatomiche devono essere tenute ben presenti se si vuole ottenere il massimo dagli Harris addestrati per la caccia: infatti sarà perfettamente inutile e improduttivo lanciare un Harris dal pugno, ma converrà sfruttare al meglio la tecnica di caccia naturale di questa specie (voli esplorativi o spostamenti da posatoio in posatoio e caccia di gruppo). RIPRODUZIONE IN NATURA: E' tipica dell'Harris la riproduzione cooperativa, in gruppi di 2-7 individui; vengono deposte da 1 a 4 uova, a volte 5 ma più frequentemente 3-4. L'incubazione dura 30 giorni. Le uova sono di colore biancastro e prive di macchiettature. I giovani abbandonano il nido a circa 40-45 giorni di età ma rimarranno ancora per un anno o più con i genitori, essi hanno dunque un lunghissimo periodo di dipendenza che spiega anche perchè le loro vocalizzazioni di richiesta del cibo siano così intense per tutto il primo anno di età. Si parla di riproduzione cooperativa perchè molto spesso una singola femmina di Harris può accoppiarsi con due maschi ed il nido può essere costruito e gestito in cooperazione tra diversi individui. I nidi vengono costruiti nelle cime degli alberi o su piante di yucca o cactus. I giovani vengono cresciuti ed alimentati sia dalla femmina sia dal maschio o dai due maschi se la femmina si è accoppiata con entrambi. | NOME ITALIANO | Poiana di Harris (è il più corretto) | | NOME SCIENTIFICO | Parabuteo unicinctus | | NOME INGLESE | Harris's Hawk | | FAMIGLIA | Accipitridae | | GENERE | Parabuteo | | PESO | M: 500-700 gr; F: 600-1000 gr (variabile in base alla ssp) | | DIMORFISMO SESSUALE | Nessuna differenza cromatica, le F sono più grosse dei maschi | | APERTURA ALARE | | | LUNGHEZZA TOTALE | 485-535 mm | | CORDA ALARE | 336,8 mm | | IDENTIFICAZIONE | | | ALIMENTAZIONE IN NATURA | Un pò di tutto, carogne, pesci, mammiferi rettili e uccelli di varia taglia. Caccia tipicamente in gruppi di 5-15 individui. | | HABITAT IN NATURA | Deserto e semideserto | | DISTRIBUZIONE IN NATURA | Nord e Sud America (con 3 ssp) | | ETA' DI MATURAZIONE SESSUALE | 2-3 anni | | FACILITA' DI ALLEVAMENTO | Facile | | FACILITA' DI RIPRODUZIONE | E' una specie piuttosto semplice da riprodurre in cattività. La maggior parte delle coppie che vengono messe in voliera iniziano a corteggiarsi e costruire il nido già dopo il primo anno. Bisogna però aspettare la maturità sessuale che in media arriva al secondo terzo anno di età. | | FACILITA' DI ADDESTRAMENTO | Facile | | USO NEL BIRDCONTROL | Molto utilizzato | | USO A CACCIA | Molto utilizzato | | USO NEGLI SPETTACOLI | Molto utilizzato | | REPERIBILITA' | Media: in Italia ci sono ancora solo pochi riproduttori di questa specie. | | PREZZO | M: 600-800 euro; F: 900-1200 euro | | RISCHI/DELICATEZZA | Specie piuttosto robusta e difficile da perdere. E' però abbastanza sensibile alle temperature troppo basse, essendo adattata a climi desertici. | | DIMENSIONE VOLIERA SINGOLA | 2 x 1,5 x 1,5(h) mt | | DIMENSIONE VOLIERA DA RIPRODUZIONE | 3 x 4 x 2,5 (dimensione minima) | | ALIMENTAZIONE (COPPIA DA RIPRODUZIONE) | 2 colli di pollo, 2 quaglie intere, 2 grossi ratti | | PRODUTTIVITA' IN CATTIVITA' | 1-3 pulli all'anno per coppia |
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