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Condannata l'assassina di Domina PDF Stampa E-mail
domenica 15 febbraio 2009

domina-romantica.jpg Vi ricordate la brutta vicenda di Domina? Bene la signora responsabile della sua morte è stata finalmente condannata.

Bene sono in parte soddisfatto perchè la legge ha avuto ragione punendo la signora ma, ahimè, sono anche deluso perchè speravo in una condanna più seria, infatti il giudice ha stabilito la pena in un mese di reclusione commutabile in una multa da 1.140 euro. (leggi tutto)

Se non siete al corrente della triste storia di Domina potete leggere tutto il resoconto della vicenda qui: ASSASSINI DI FALCHI

 

Il Gazzettino di Treviso di oggi 15 febbraio 2009 ha pubblicato questo articolo riguardo la condanna della signora:

 

gazzettino-15-02-09.jpg

CONEGLIANO - È stata condannata, J. R., la 76enne di Conegliano accusata di aver ammazzato a bastonate il falco “anti-piccioni” di un vigile del fuoco, il trevigiano Piero Curci. Con un decreto penale, il pubblico ministero Antonio Miggiani ha condannato l’anziana a pagare una multa di 1.140 euro, in sostituzione di un mese di reclusione. Il proprietario del falco medita ora di intraprendere una causa civile, ma il suo avvocato, Lorenzo Zanella, è però cauto: “Sono in corso accertamenti - spiega - per valutare l’utilità dell’azione civile”.
      I fatti contestati risalgono al 3 ottobre del 2007. Secondo l’accusa, la donna avrebbe barbaramente massacrato il rapace, nascondendone poi il corpo nel sottoscala della sua abitazione, in attesa di disfarsene senza che qualcuno se ne potesse accorgere. Il falco veniva utilizzato per allontanare le colonie di colombi che stazionavano sul palazzetto dello sport di Campolongo, quando ancora erano in corso i lavori per il suo completamento. A incaricare dell’operazione il vigile del fuoco era stata proprio la ditta che stava eseguendo l’intervento. Un reato punibile penalmente, dunque, quello della donna, trattandosi di una specie protetta: era infatti scattata la denuncia e a sua volta il proprietario del rapace aveva preannunciato una querela di parte. L’anziana, dal canto suo, aveva negato di essersi accanita contro l’animale, che si era introdotto nella sua proprietà di via Ca’ di Villa, creando scompiglio, così aveva raccontato la donna, nel pollaio e addirittura aggredendola. La signora, in quel momento, era sola in casa. “Non ho ucciso io quel falco – aveva raccontato - Ho solamente cercato di separare il rapace dai miei polli e sono anche stata ferita”. La donna aveva spiegato di aver sentito un gran trambusto che proveniva dal pollaio dietro casa, dove lei e il marito allevavano galline e altri animali da cortile. Una confusione che l’aveva lì per lì spaventata. Il rapace sarebbe stato attirato proprio dagli animali del pollaio: difficile dire se li avesse o meno aggrediti con i suoi artigli. L’anziana sarebbe quindi scesa per cercare di difendere i suoi polli: “Non certo – aveva assicurato – per uccidere il falco”. Lei stessa era rimasta ferita al ginocchio dal becco uncinato del rapace. Secondo il falconiere, invece, era andata diversamente. La donna aveva visto il volatile e, senza preoccuparsene troppo, lo aveva colpito con un bastone, uccidendolo. Rintracciare l’animale, per Curci, non era stato difficile, dal momento che proprio per non perderlo mai di vista gli aveva applicato una ricetrasmittente. Il cui segnale aveva di lì a poco portato l’uomo nella casa di via Ca’ di Villa: il falco, grazie anche all’intervento dei carabinieri, era stato trovato morto in un involucro nel sottoscala.

                                                                                                                Lina Paronetto

 

 


 

Questo invece l'articolo, sempre di oggi, pubblicato sul Corriere Del Veneto:

 

Conegliano Condannata la donna che prese a badilate un rapace
Uccise un falco: mille euro di multa

CONEGLIANO — Aveva ucciso a badilate il rapace del vicino, un volontario dei vigili del fuoco con la passione per la falconeria. Dopo averlo barbaramente ucciso, aveva nascosto il volatile nel sottoscala della sua abitazione, in attesa di disfarsene. Questa l'accusa sostenuta dalla procura nei confronti della donna, J. R. di 76 anni, condannata con decreto penale a oltre mille euro di multa per l'uccisione dell'animale.
I fatti sono del 3 ottobre 2007. Il trevigiano Pietro Curci, che all'epoca praticava l'arte della falconeria da un paio d'anni, era stato chiamato dall'impresa che stava eseguendo i lavori edili al palazzetto dello sport, con il suo rapace munito di radio trasmittente per poter essere localizzato nei suoi spostamenti, allo scopo di indurre con la sua presenza i colombi ad andarsene. Ma all'improvviso il falco si era allontanato a circa 200 metri di distanza, andando a posarsi nel cortile di un'abitazione in via Ca' di Villa. In quel momento in casa c'era solo la settantenne. Secondo il falconiere, la donna lo ha visto e lo avrebbe ucciso colpendolo a badilate. Subito è accorso seguendo il segnale della radio applicata al falco, che preveniva da quella casa. Dopo ore di ricerche e con l'intervento dei carabinieri, il falco è stato trovato morto in un involucro nel sottoscala. L'anziana aveva fornito una versione del tutto diversa. Aveva raccontato avere udito un gran trambusto proveniente dai pollai e di avere solo cercato di dividere il rapace che si stava avevntando sulle galline.
Dopo la denuncia, l'inchiesta e ora il decreto penale di condanna. L'anziana è stata condannata alla multa di 1.140 euro. Il proprietario del falco vorrebbe adesso far causa civile all'anziana, ma il suo avvocato, il legale Lorenzo Zanella, prende tempo. «Sono in corso accertamenti - spiega l'avvocato - per valutare l'utilità dell'azione civile».

 

 

 

 
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